Bambini delle periferie, un’emergenza ignorata

Napoli – Una notte trascorsa all’interno dell’edificio scolastico come forma di protesta pacifica. È quanto hanno fatto alcune madri degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Eduardo De Filippo”, nel quartiere Ponticelli, per richiamare l’attenzione sulla prolungata chiusura del plesso. Dal 19 dicembre scorso, infatti, circa 350 studenti – tra cui 35 con disabilità grave – non possono frequentare le lezioni a causa dell’inagibilità dei servizi igienici.
Le famiglie parlano di una scelta dettata dalla necessità di difendere il diritto all’istruzione dei bambini in una delle aree più fragili della periferia napoletana. Alla mobilitazione si è unito anche il corpo docente, che ha diffuso una lettera pubblica indirizzata al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, descrivendo una situazione ormai insostenibile.
Gli insegnanti ricordano come la scuola rappresenti un presidio fondamentale di legalità e inclusione sociale e sottolineano i risultati raggiunti negli ultimi anni, tra cui l’azzeramento della dispersione scolastica. Proprio per questo, la chiusura forzata viene vissuta come un grave passo indietro.
A rendere la vicenda ancora più complessa è la presenza, nello stesso stabile, di un’ala ristrutturata con fondi del Pnrr, completata da oltre un anno ma mai ufficialmente consegnata all’istituto. Spazi moderni e già pronti restano inutilizzati, mentre alcune classi sono costrette a fermarsi o a operare in ambienti degradati.
Il Comune ha assicurato di seguire il caso e di lavorare a nuovi interventi tecnici, ipotizzando anche una temporanea assegnazione degli spazi rinnovati. Intanto, famiglie e docenti chiedono soluzioni rapide, denunciando il rischio che l’inerzia amministrativa comprometta un presidio educativo essenziale per il territorio.



