
Nove punti dalla vetta iniziano a pesare. Non solo per la classifica, ma per ciò che raccontano: un cammino segnato da sacrifici, assenze e occasioni mancate. Il Napoli esce sconfitto dall’Allianz Stadium contro una Juventus più solida e continua a fare i conti con un’emergenza senza precedenti. A Torino gli azzurri si sono presentati con dieci indisponibili complessivi e una panchina ridotta all’osso, fotografia chiara di un momento complicato.
La partita si apre con una Juventus aggressiva nei primi minuti, ma il possesso iniziale dei bianconeri produce poche vere occasioni. Il Napoli regge, pur faticando a costruire gioco offensivo. Tra i più vivaci spicca Vergara, che mostra personalità e qualità nonostante la giovane età, provando a dare ordine e coraggio alla manovra azzurra.
L’equilibrio si rompe con il gol di David, nato da una lettura difensiva tardiva e da una situazione che lascia Meret senza possibilità di intervento. Prima dell’intervallo arrivano però le proteste: due episodi in area juventina, su Hojlund e Vergara, non vengono sanzionati né rivisti al Var. Decisioni che alimentano il malumore nello staff tecnico e tra i tifosi.
Nella ripresa il copione non cambia. Il Napoli prova a restare in partita con intensità e volontà, ma la Juventus si dimostra più lucida e concreta. Il raddoppio firmato da Yildiz e il successivo sigillo di Kostic chiudono definitivamente il match.
La sconfitta ridisegna le prospettive stagionali. La corsa scudetto appare ormai lontana, mentre l’obiettivo realistico diventa la qualificazione alla prossima Champions League. Un traguardo da inseguire con il recupero degli infortunati e con la necessità immediata di voltare pagina già nel prossimo impegno europeo.



