Campania

Cappiello: “Tutti gli operatori della sanità meritano il riconoscimento del rischio infettivo”

Si discute in questi giorni la Conversione del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19;

La Legge di Bilancio 2021 ha confermato i principali fronti di azione del Governo, con particolare attenzione a sanità, al sostegno alle imprese ed alle famiglie, e al mondo del lavoro;

L’emergenza sanitaria dovuta al Codiv-19 ha in effetti determinato la necessità per il Governo di mettere in atto provvedimenti per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale mai attuati nella storia del nostro paese.

Lo spirito di abnegazione degli operatori sanitari in termini di dedizione al lavoro e di rischio contagio a cui sono sottoposti non ha avuto eguali da quando esiste il Sistema sanitario nazionale, in quanto ogni paziente che accede in ospedale è un potenziale veicolo di trasmissione.

In effetti secondo il d.lgs. 81/08, sulla sicurezza sul lavoro, esiste una indennità che scatta quando l’attività lavorativa è a rischio di esposizione ad agenti biologici che possano arrecare danni alla salute del lavoratore.

Tenendo conto poi il bocco del rinnovo contrattuale che per circa 10 anni lo ha impoverito di importanti risorse umane, costringendo tanti medici ed operatori sanitari a migrare verso il sistema privato o paesi esteri, è doveroso impegnare il Governo ad estendere il riconoscimento dell’indennità di malattie infettive per il rischio di contagio da Covid-19 a tutto il personale del ruolo sanitario e senza distinzione di unità operative appartenenti. 

Dr. Maurizio Cappiello, Presidente Associazione Terra e Vita

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