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Camorra, resta al 41-bis il killer della “strage delle donne”

QUINDICI – Antonio Graziano, 63 anni, esponente di vertice del clan omonimo attivo nel Vallo di Lauro, resterà sottoposto al regime detentivo del 41 bis per altri due anni. La decisione è stata confermata dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa contro il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Roma.

Graziano, detenuto dal maggio 2002 e attualmente recluso nel carcere di Cuneo, sta scontando una condanna complessiva a 30 anni per diversi reati, tra cui associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio e violazioni in materia di armi.

Alla base della proroga del regime speciale vi è, secondo i giudici, il rischio che possano essere mantenuti o ristabiliti collegamenti con l’organizzazione criminale di riferimento. Nella valutazione sono stati considerati il ruolo attribuito a Graziano all’interno del gruppo, la persistente presenza di esponenti del clan sul territorio e alcuni elementi investigativi relativi a presunti tentativi di mantenere rapporti e influenza attraverso i familiari.

La difesa ha sostenuto una ricostruzione differente, richiamando precedenti decisioni giudiziarie, la presunta cessazione della pericolosità di alcuni familiari e una dichiarazione di dissociazione attribuita allo stesso Graziano. È stato inoltre evidenziato l’avvicinarsi del termine della detenzione.

La Cassazione ha tuttavia ritenuto valide le motivazioni del Tribunale di Sorveglianza di Roma, confermando la proroga del 41 bis per ulteriori due anni.

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