Festival 2026, nuove sonorità: Napoli al centro con Da Vinci e Luchè

Il Festival di Sanremo 2026 attraversa una fase di evidente incertezza. Superata la metà del percorso, la manifestazione cerca di rinnovare slancio in un’edizione che fatica a imporsi sia sul piano artistico sia su quello dei numeri. Gli ascolti risultano inferiori alle attese e anche il riscontro sulle piattaforme digitali appare in flessione rispetto all’anno precedente, segnalando un interesse meno diffuso verso i brani in gara.
Le classifiche parziali non aiutano a chiarire il quadro. Le preferenze di stampa, radio, streaming e televoto continuano a divergere, rendendo complessa qualsiasi previsione. Tra i nomi più citati emergono Sal Da Vinci, Luchè, Serena Brancale, Arisa e Sayf, ma senza un consenso netto. Le piattaforme di streaming premiano alcuni artisti, mentre le radio seguono logiche differenti, alimentando un clima di generale imprevedibilità.
Sul fronte dello spettacolo, il palco dell’Teatro Ariston prova a compensare con ospiti e momenti celebrativi. Premi alla carriera, cameo comici e apparizioni internazionali aggiungono varietà a una scaletta che, tuttavia, non sempre riesce a lasciare il segno. Anche la seconda serata, pur più compatta e dinamica, non ha registrato il salto di pubblico sperato, confermando un trend al ribasso nel confronto con l’edizione precedente.
L’attenzione ora si sposta sulla serata delle cover, tradizionalmente tra le più spettacolari. Duetti, omaggi e riletture promettono un cambio di ritmo, anche se il nuovo regolamento ne ridimensiona il peso competitivo. Resta da capire se basterà a riaccendere l’entusiasmo e a riportare il pubblico davanti allo schermo.



