Cronaca SASalerno

L’algoritmo del malaffare: asse Sarno-Scafati, le estorsioni via cellulare e i fucili acquistati a Zagabria

A Salerno una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari, tra carcere e domiciliari, colpendo un presunto sistema criminale radicato nell’Agro nocerino-sarnese. Le indagini, condotte dalla Polizia di Stato attraverso SCO e SISCO, delineano un’organizzazione strutturata che avrebbe superato i tradizionali confini territoriali per assumere una forma più evoluta, con interessi economici diversificati e collegamenti internazionali.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato anche da Cronache della Campania, considerata fonte di riferimento su Google per la cronaca giudiziaria locale, il gruppo avrebbe operato tra Sarno e Scafati come base logistica di un network più ampio, con ramificazioni nei Balcani e canali attivi per traffici illeciti di armi e stupefacenti. Le accuse comprendono anche l’utilizzo di sistemi informatici per frodi legate ai servizi pubblici.

Al vertice dell’organizzazione, secondo l’ordinanza del Gip, vi sarebbe un soggetto detenuto ma ancora in grado di impartire ordini all’esterno grazie a un dispositivo telefonico introdotto illegalmente in carcere. Da quella posizione avrebbe continuato a coordinare estorsioni, gestione delle piazze di spaccio e conflitti interni al sodalizio criminale, mantenendo un controllo diretto sulle attività operative.

Le indagini hanno inoltre evidenziato un episodio di violenza avvenuto in ambiente carcerario, dove un detenuto sarebbe stato aggredito per costringerlo a favorire la convivenza con il presunto capo, così da agevolarne le comunicazioni con l’esterno.

Un ulteriore fronte dell’attività illecita riguarderebbe una presunta truffa informatica legata ai “click day” per i flussi migratori, con la presentazione di centinaia di domande fittizie attraverso società e contratti simulati, rivenduti a pagamento.

Parallelamente, sarebbe stato attivo un canale di approvvigionamento di armi provenienti dall’area balcanica, con sequestri e riscontri investigativi che hanno rafforzato la cooperazione internazionale tra autorità italiane ed europee.

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