Cronaca NANapoli

Dopo il carcere riorganizza il gruppo criminale: condannati in 14

Si è concluso con condanne sostanzialmente in linea con le richieste della Direzione Distrettuale Antimafia il processo che ha riguardato un gruppo di imputati ritenuti appartenenti alle nuove leve del clan riconducibile a Francesco Ullero, storico esponente della criminalità organizzata attivo nell’area compresa tra Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito e Crispano.

Il Tribunale di Napoli ha pronunciato le sentenze nei confronti degli imputati accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata ad attività estorsive e traffico di sostanze stupefacenti. Tra i condannati figurano anche persone originarie della provincia di Caserta.

Le pene più elevate sono state inflitte a Giuseppe De Simone, condannato a 18 anni di reclusione, a Rocco Chianese, che dovrà scontare 16 anni e 6 mesi, e a Vincenzo Mele, condannato a 15 anni. Altri imputati hanno ricevuto condanne comprese tra poco più di cinque e oltre quattordici anni di carcere.

Secondo la ricostruzione della Dda, dopo il ritorno in libertà nel 2020, Francesco Ullero avrebbe riorganizzato il gruppo criminale coinvolgendo familiari e collaboratori di fiducia. L’attività investigativa avrebbe documentato numerosi episodi di estorsione nei confronti di imprenditori e commercianti, oltre a una rete dedicata allo spaccio di droga e alla disponibilità di armi.

Tra gli episodi contestati figurano anche alcuni cosiddetti “cavalli di ritorno”, tra cui la restituzione dietro pagamento di un’autovettura rubata a Casaluce.

Le accuse sono state contestate dagli imputati nel corso del procedimento. Il collegio difensivo era composto da diversi legali, tra cui gli avvocati Nello Sgambato, Teresa Frippa, Annibale Bove, Piero Vitale, Rocco Maria Spina, Dario Carmine Procentese, Arnaldo Lepore, Giuseppe Gallo e Nicola Basile.

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