Cronaca NA

Violenza agli operatori sanitari, una storia senza fine

Gli episodi di violenza a danno degli operatori sanitari continuano a riempire le pagine di cronaca, ultimi in ordine di tempo l’aggressione ad un medico dell’ospedale San Leonardo di Castellamare di Stabia e presso il servizio della Continuità Assistenziale di Melito di Napoli.

Nel primo caso l’aggressione scatta perché il tampone naso faringeo per Sars Covid – 2, eseguito ad un uomo in Pronto Soccorso per accedere alle cure dopo un trauma minore, veniva ritenuto troppo fastidioso da quest’ultimo, motivo per cui 3 uomini invadono il codice rosso e schiaffeggiano il medico di turno.

Nel secondo caso invece l’assalitore pretendeva un certificato medico per malattia, non dovuto, dal medico di turno il quale è stato percosso riportando trauma cranico e lesione lacero contusa al cuoio capelluto con 3 punti di sutura e 10 giorni di prognosi.

Purtroppo la legge n.113 del 14 Agosto 2020 in materia di sicurezza per gli esercenti la professione sanitaria e socio sanitarie non è stata sufficiente a fare da deterrente alle aggressioni.

È bastato poco per passare angeli durante le fasi emergenziali della pandemia a “nemici” contro cui infierire in questa delicatissima fase post pandemica.

Tra le diverse proposte fatte negli anni scorsi si propone ancora una volta il riconoscimento al personale medico e delle professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni  della qualifica di pubblico ufficiale (art. 357 del c.p), ricordando che figure come notai, capotreni delle ferrovie dello stato, dipendenti dell’anagrafe dello stato civile, insegnanti,  tanto per citare alcuni esempi, sono tutti pubblici ufficiali, motivo per cui si potrebbe riconoscere questo istituto di tutela anche per il personale medico e delle professioni sanitarie, tra l’altro come già  sancito in alcune sentenze di Cassazione –  13 Novembre 2000;   4 Marzo 2003. 

La funzione deterrente di una normativa antiviolenza contro gli operatori sanitari non deve avere solo l’inasprimento della pena, ma soprattutto la certezza della pena!
Ciò che viene a mancare, in una parte della popolazione, è la percezione proprio della punibilità ed è su questo aspetto che bisogna assolutamente lavorare.

Si confida che in un prossimo governo questo delicato tema di sanità pubblica possa essere messo di nuovo in agenda e trovare una soluzione definitiva che rappresenti una vera rivoluzione normativa in tema di sicurezza per gli operatori sanitari.

Dr. Maurizio Cappiello, Direzione Nazionale Anaao Assomed

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