{"id":8788,"date":"2021-07-10T15:26:56","date_gmt":"2021-07-10T13:26:56","guid":{"rendered":"http:\/\/todaynews24campania.it\/?p=8788"},"modified":"2021-08-31T09:17:26","modified_gmt":"2021-08-31T07:17:26","slug":"trenitalia-da-caserta-a-benevento-non-esiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/todaynews24campania.it\/?p=8788","title":{"rendered":"Trenitalia da Caserta a Benevento non esiste"},"content":{"rendered":"\n<p>Quello che succede sulla tratta ferroviaria Caserta-Benevento potrebbe diventare materiale per un libro. Un libro horror. Perch\u00e9 in quei 23 chilometri di strada ferrata, che costituiscono un pezzo di uno dei collegamenti importanti della rete ferroviaria italiana (per capirci: da Roma a Bari), se ne vedono di tutti i colori, forse pi\u00f9 che sulla Agrigento Palermo, definita la ferrovia peggiore d&#8217;Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultima peripezia per i viaggiatori in questo tratto \u00e8 di venerd\u00ec 9 luglio scorso. Treno pronto al binario 5 di Napoli Centrale. Qualche minuto prima della partenza l&#8217;annuncio: &#8220;Il treno \u00e8 spostato al binario 3&#8221;. Con pochissimo ritardo, si parte. Poco prima di Caserta la giovane capotreno passa per i vagoni comunicando che il convoglio si fermer\u00e0 e che per le persone dirette verso Telese e Benevento ci saranno autobus sostitutivi all\u2019esterno della stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMeno male &#8211; esclama qualcuno &#8211; almeno non faremo mezz\u2019ora di ritardo come ieri\u201d. E come tanti altri giorni: il ritardo \u00e8 una consuetudine su questa tratta. Sui tabelloni elettronici farebbero bene a scrivere che il treno parte alle 15.57 da Napoli. E arriva, prima o poi&#8230; Infatti la previsione &#8220;non faremo ritardo&#8230;&#8221; si rivela errata. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono pi\u00f9 o. meno le 16.45, quando il gruppo, una ventina di persone in tutto, abbandonato il Regionale, si mette alla ricerca del bus. Il caldo \u00e8 soffocante. Dei pullman Clp parcheggiati sul lato destro del piazzale sembrano quasi un miraggio. \u201cNon siamo noi i sostitutivi, dovete vedere dall\u2019altro lato\u201d dice uno degli autisti. Diligentemente il gruppo fa inversione. Chi ha il trolley, chi degli scatoloni, in testa al gruppo ci sono i pendolari. <\/p>\n\n\n\n<p>Che poi se questa cosa accade all&#8217;arrivo nella Grand Central Terminal, a New York, benedici pure tutti i dirigenti delle ferrovie e i loro rispettivi congiunti, ma se la cosa accade in una delle fermate pi\u00f9 scomode e anonime d&#8217;Italia&#8230; beh, traetene le conclusioni, a proposito di benedizioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Gira di qua, gira di l\u00e0, il bus non si trova. Spunta l\u2019immancabile impaziente \u201csta arrivando un treno, prendo quello\u201d. Un volontario spiega  che \u201cSi fermer\u00e0 comunque, c&#8217;\u00e8 il problema a Maddaloni, conviene aspettare qui\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Parentesi: la stazione di Maddaloni Superiore \u00e8 un piccolo edificio in perenne ricostruzione posto in una landa desolata, tra ex cave che hanno squarciato le colline intorno come se fossero cadute bombe con le lame. Ogni volta che il treno si ferma, scende una persona al massimo; quando i passeggeri tra salita e discesa sono due vuol dire che \u00e8 successo qualcosa in paese. La stazioncina suddetta viene utilizzata come sosta fissa dei convogli regionali costretti ad attendere il passaggio delle sfreccianti frecce tra Bari, Benevento e Roma. Se la Freccia diretta a Caserta e a Roma, ad esempio, \u00e8 appena partita da Benevento, il treno appena arrivato a Maddaloni Superiore si pone in ossequiosa attesa fino a quando il convoglio veloce non passa. Perch\u00e9 il binario \u00e8 uno e la Freccia deve trovarlo sgombro in quanto non pu\u00f2 fare ritardo. Del Regionale chi se ne frega! Quando arriva arriva. Che poi se fosse tipo la Stazione di Anversa, allora sai quante benedizioni e parole beneauguranti all&#8217;indirizzo dei dirigenti regionali e nazionali delle Ferrovie? Purtroppo per\u00f2 si tratta della scarrupatissima stazione di Maddaloni Superiore, come a dire una sosta senza tempo lungo la Ferrovia Argo Gede in Indonesia. Dunque, di nuovo, provate a immaginare le benedizioni di cui sopra in cosa si trasformano.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto il gruppo di passeggeri in attesa dell&#8217;autobus sostitutivo all&#8217;esterno della Stazione di Caserta, sotto il sole cocente di un luglio particolarmente caldo, si \u00e8 sfoltito. No, nessun caduto sul campo, solo che qualcuno ha chiamato in soccorso un familiare, qualche altro un amico. Quando arriva l\u2019autobus ne carica meno di 10 e parte, alle 17.20.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto \u00e8 semplice cronaca di un viaggio tra le campagne dell&#8217;entroterra campano: ogni paesino una tappa, ogni stazione una fermata. Mentre dal finestrino si scorgono i cantieri della nuova ferrovia, quella veloce che collegher\u00e0 Caserta e Bari. Se ne parla da un paio di decenni. Poi sono arrivate le ruspe, sono state buttate gi\u00f9 delle case, altre cadranno, la strada \u00e8 segnata e massicci piloni invadono il campo ottico. La fine dei lavori \u00e8 prevista per una data che viene spostata pi\u00f9 o meno ogni sei mesi di un anno o due. Per\u00f2 \u00e8 previsto che i lavori finiranno e allora tutto torner\u00e0 normale in un Paese che normale non \u00e8, perfino la bistrattata linea ferroviaria Caserta-Benevento, dove il tempo pare si sia fermato 50 anni fa, quando Trenitalia non esisteva. Infatti nemmeno oggi, qui, Trenitalia esiste. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che succede sulla tratta ferroviaria Caserta-Benevento potrebbe diventare materiale per un libro. Un libro horror. 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