{"id":80970,"date":"2023-09-25T15:56:38","date_gmt":"2023-09-25T13:56:38","guid":{"rendered":"https:\/\/todaynews24campania.it\/?p=80970"},"modified":"2023-09-25T15:56:38","modified_gmt":"2023-09-25T13:56:38","slug":"riportiamo-in-vita-i-colli-tifatini-il-rilancio-del-progetto-del-parco-nella-zona-ovest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/todaynews24campania.it\/?p=80970","title":{"rendered":"Riportiamo in vita i colli Tifatini: Il rilancio del progetto del Parco nella zona Ovest."},"content":{"rendered":"\n<p>Lettera aperta indirizzata ai sindaci di Caserta, Capua, Casagiove, Casapulla, Castel Morrone e San Prisco.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra Caserta e Maddaloni, la problematica delle cave continua a rappresentare una maledizione e una devastazione inarrestabile. Ad ogni occhiata in quella direzione, si rivela uno spettacolo sempre pi\u00f9 spettrale: intere colline sono state sbranate e deturpate da coloro che vengono comunemente chiamati &#8220;cavaioli&#8221;. Questi individui, nonostante i divieti di legge, proseguono imperterriti nelle loro attivit\u00e0 predatorie. Attualmente, si stanno perpetrando nuove atrocit\u00e0 sulla cima delle colline, con scavi che partono dalla sommit\u00e0, nelle vicinanze del santuario di San Michele e della Cava Franca di Luserto. Inoltre, \u00e8 stato riaperto un grande cantiere di estrazione alle spalle dei Ponti della Valle, che rappresentano un patrimonio dell&#8217;UNESCO. A tutto ci\u00f2 si aggiunge la distruzione del patrimonio verde causata dagli incendi estivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il degrado delle cave \u00e8 ormai di dimensioni gigantesche ed \u00e8 evidente a tutti. Le colline non ci proteggono pi\u00f9 come una volta e, purtroppo, la situazione \u00e8 aggravata dai cambiamenti climatici, poich\u00e9 alcune cave sono state scavate all&#8217;interno delle colline, creando grandi invasi artificiali che potrebbero riempirsi con le acque piovane, aumentando il rischio di frane.<\/p>\n\n\n\n<p>La visione politica a breve termine e la scarsa sensibilit\u00e0 ambientale degli amministratori, in particolare dei comuni di Caserta e Maddaloni, continuano a causare danni incalcolabili, portando a una situazione di dissesto idrogeologico senza precedenti. La chiusura delle attivit\u00e0 dei cementifici Cementir e Moccia, che rappresentano veri &#8220;mostri industriali&#8221; nel cuore dell&#8217;area casertana, non \u00e8 sufficiente. \u00c8 necessario fermare completamente le attivit\u00e0 di estrazione del calcare, che da decenni stanno erodendo la nostra vita e la nostra salute. Per queste ragioni, \u00e8 imperativo chiedere alle autorit\u00e0 statali e regionali, compreso il Governo, di porre un freno a questa corsa verso la distruzione dell&#8217;ecosistema in una delle aree pi\u00f9 densamente popolate e industrializzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a preservare la salute, \u00e8 fondamentale promuovere azioni per la tutela e la valorizzazione del paesaggio, un bene comune primario, come evidenziato nell&#8217;articolo 9 della nostra Costituzione da Tomaso Montanari. Le associazioni ambientali e i comitati dei cittadini hanno pi\u00f9 volte attirato l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica su questa devastazione delle cave, una distruzione ecologica che ha gi\u00e0 causato un dissesto ambientale in gran parte irreversibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, recentemente, un silenzio incredibile, spesso accompagnato da disattenzione e, talvolta, da una connivenza che sfiora persino la natura camorristica, caratterizza le istituzioni locali e le forze politiche. Questo atteggiamento \u00e8 inaccettabile davanti a un disastro di tale portata. \u00c8 giunto il momento di ribellarsi e indignarsi, di riprendere l&#8217;iniziativa e lanciare un appello, in primo luogo, alle massime autorit\u00e0 istituzionali, dalla Regione Campania alla Provincia, fino ai sindaci di Caserta, Capua, Casagiove, Castel Morrone, Casapulla e San Prisco, che hanno gi\u00e0 aderito formalmente al progetto del Parco dei Colli Tifatini. Dobbiamo fare in modo che questo progetto diventi una priorit\u00e0 concreta per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, dovremmo considerare la possibilit\u00e0 di riutilizzare le cave per altre attivit\u00e0 sociali e produttive, con un particolare focus sul ripristino dei siti naturali attraverso il &#8220;ripascimento&#8221;, come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto in alcuni casi. L&#8217;universit\u00e0, a cominciare dal Polo Scientifico della Luigi Vanvitelli, potrebbe fornire un contributo cruciale per avviare un dibattito e un confronto su nuove idee di crescita sostenibile per il nostro territorio. Inoltre, le attivit\u00e0 estrattive hanno un impatto negativo anche sui lavori del nuovo Policlinico, che sono bloccati da anni.<\/p>\n\n\n\n<p>A Caserta, come avviene per altri beni comuni, \u00e8 essenziale riavviare un movimento di lotta, non solo per denunciare, ma soprattutto per proporre soluzioni e progetti, coinvolgendo le principali associazioni giovanili ed ambientaliste. Per questo motivo, abbiamo deciso di creare una rete con l&#8217;obiettivo di continuare a informare i cittadini sulla situazione attuale e sul rilancio del progetto del Parco dei Colli Tifatini, che \u00e8 stato oggetto di discussione per molti anni. Attualmente, la rete \u00e8 composta da: Le Piazze del Sapere, FTS Casertano, Legambiente, WWF, LIPU, Cai Caserta, Arci, Acli, Auser Caserta, Capua e Casagiove, Italia Nostra, CSA Ex Canapificio, Caserta Citt\u00e0 Viva, Cittadinanza Attiva, Partecipazione Attiva, Agenda 21 per Carditello, Medici per l&#8217;Ambiente e A Casa di Lucia. Collaboreremo con le scuole, l&#8217;universit\u00e0 e le organizzazioni sociali e sindacali per promuovere un cambiamento positivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le Piazze del Sapere, in qualit\u00e0 di promotore, propongono un nuovo incontro da organizzare a Caserta in occasione della Giornata Mondiale del Clima, al quale invitiamo anche i sindaci che sostengono il progetto del Parco. Ulteriori dettagli sul programma, inclusa data e sede, saranno forniti successivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Lettera aperta indirizzata ai sindaci di Caserta, Capua, Casagiove, Casapulla, Castel Morrone e San Prisco.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra Caserta e Maddaloni, la problematica delle cave continua a rappresentare una maledizione e una devastazione inarrestabile. Ad ogni occhiata in quella direzione, si rivela uno spettacolo sempre pi\u00f9 spettrale: intere colline sono state sbranate e deturpate da coloro che vengono comunemente chiamati &#8220;cavaioli&#8221;. Questi individui, nonostante i divieti di legge, proseguono imperterriti nelle loro attivit\u00e0 predatorie. Attualmente, si stanno perpetrando nuove atrocit\u00e0 sulla cima delle colline, con scavi che partono dalla sommit\u00e0, nelle vicinanze del santuario di San Michele e della Cava Franca di Luserto. Inoltre, \u00e8 stato riaperto un grande cantiere di estrazione alle spalle dei Ponti della Valle, che rappresentano un patrimonio dell&#8217;UNESCO. A tutto ci\u00f2 si aggiunge la distruzione del patrimonio verde causata dagli incendi estivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il degrado delle cave \u00e8 ormai di dimensioni gigantesche ed \u00e8 evidente a tutti. Le colline non ci proteggono pi\u00f9 come una volta e, purtroppo, la situazione \u00e8 aggravata dai cambiamenti climatici, poich\u00e9 alcune cave sono state scavate all&#8217;interno delle colline, creando grandi invasi artificiali che potrebbero riempirsi con le acque piovane, aumentando il rischio di frane.<\/p>\n\n\n\n<p>La visione politica a breve termine e la scarsa sensibilit\u00e0 ambientale degli amministratori, in particolare dei comuni di Caserta e Maddaloni, continuano a causare danni incalcolabili, portando a una situazione di dissesto idrogeologico senza precedenti. La chiusura delle attivit\u00e0 dei cementifici Cementir e Moccia, che rappresentano veri &#8220;mostri industriali&#8221; nel cuore dell&#8217;area casertana, non \u00e8 sufficiente. \u00c8 necessario fermare completamente le attivit\u00e0 di estrazione del calcare, che da decenni stanno erodendo la nostra vita e la nostra salute. Per queste ragioni, \u00e8 imperativo chiedere alle autorit\u00e0 statali e regionali, compreso il Governo, di porre un freno a questa corsa verso la distruzione dell&#8217;ecosistema in una delle aree pi\u00f9 densamente popolate e industrializzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a preservare la salute, \u00e8 fondamentale promuovere azioni per la tutela e la valorizzazione del paesaggio, un bene comune primario, come evidenziato nell&#8217;articolo 9 della nostra Costituzione da Tomaso Montanari. Le associazioni ambientali e i comitati dei cittadini hanno pi\u00f9 volte attirato l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica su questa devastazione delle cave, una distruzione ecologica che ha gi\u00e0 causato un dissesto ambientale in gran parte irreversibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, recentemente, un silenzio incredibile, spesso accompagnato da disattenzione e, talvolta, da una connivenza che sfiora persino la natura camorristica, caratterizza le istituzioni locali e le forze politiche. Questo atteggiamento \u00e8 inaccettabile davanti a un disastro di tale portata. \u00c8 giunto il momento di ribellarsi e indignarsi, di riprendere l&#8217;iniziativa e lanciare un appello, in primo luogo, alle massime autorit\u00e0 istituzionali, dalla Regione Campania alla Provincia, fino ai sindaci di Caserta, Capua, Casagiove, Castel Morrone, Casapulla e San Prisco, che hanno gi\u00e0 aderito formalmente al progetto del Parco dei Colli Tifatini. Dobbiamo fare in modo che questo progetto diventi una priorit\u00e0 concreta per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, dovremmo considerare la possibilit\u00e0 di riutilizzare le cave per altre attivit\u00e0 sociali e produttive, con un particolare focus sul ripristino dei siti naturali attraverso il &#8220;ripascimento&#8221;, come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto in alcuni casi. L&#8217;universit\u00e0, a cominciare dal Polo Scientifico della Luigi Vanvitelli, potrebbe fornire un contributo cruciale per avviare un dibattito e un confronto su nuove idee di crescita sostenibile per il nostro territorio. Inoltre, le attivit\u00e0 estrattive hanno un impatto negativo anche sui lavori del nuovo Policlinico, che sono bloccati da anni.<\/p>\n\n\n\n<p>A Caserta, come avviene per altri beni comuni, \u00e8 essenziale riavviare un movimento di lotta, non solo per denunciare, ma soprattutto per proporre soluzioni e progetti, coinvolgendo le principali associazioni giovanili ed ambientaliste. Per questo motivo, abbiamo deciso di creare una rete con l&#8217;obiettivo di continuare a informare i cittadini sulla situazione attuale e sul rilancio del progetto del Parco dei Colli Tifatini, che \u00e8 stato oggetto di discussione per molti anni. Attualmente, la rete \u00e8 composta da: Le Piazze del Sapere, FTS Casertano, Legambiente, WWF, LIPU, Cai Caserta, Arci, Acli, Auser Caserta, Capua e Casagiove, Italia Nostra, CSA Ex Canapificio, Caserta Citt\u00e0 Viva, Cittadinanza Attiva, Partecipazione Attiva, Agenda 21 per Carditello, Medici per l&#8217;Ambiente e A Casa di Lucia. Collaboreremo con le scuole, l&#8217;universit\u00e0 e le organizzazioni sociali e sindacali per promuovere un cambiamento positivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le Piazze del Sapere, in qualit\u00e0 di promotore, propongono un nuovo incontro da organizzare a Caserta in occasione della Giornata Mondiale del Clima, al quale invitiamo anche i sindaci che sostengono il progetto del Parco. 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