{"id":3542,"date":"2021-05-10T16:45:48","date_gmt":"2021-05-10T14:45:48","guid":{"rendered":"http:\/\/todaynews24campania.it\/?p=3542"},"modified":"2021-05-12T21:43:52","modified_gmt":"2021-05-12T19:43:52","slug":"allarcos-di-benevento-in-mostra-le-opere-di-arturo-pagano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/todaynews24campania.it\/?p=3542","title":{"rendered":"All\u2019Arcos di Benevento in mostra le opere di Arturo Pagano"},"content":{"rendered":"\n<p>Gioved\u00ec 13 maggio alle ore 11,00, nella Sezione Arte Contemporanea del Museo Arcos di Benevento, apre al pubblico la mostra di Artuto Pagano: Opere 1977-1985. La mostra presenta oltre quaranta opere, dipinti e disegni, realizzate dall\u2019artista tra il 1977 e il 1985 nei suoi lunghi soggiorni romani, respirando l\u2019aria dei cambiamenti di una pittura che ritrovava una sua&nbsp;&nbsp; nuova&nbsp;&nbsp; prospettiva.&nbsp;&nbsp; Sono&nbsp;&nbsp; opere&nbsp;&nbsp; che&nbsp;&nbsp; testimoniano&nbsp;&nbsp; dei&nbsp;&nbsp; legami&nbsp;&nbsp; con&nbsp;&nbsp; il&nbsp;&nbsp; mondo&nbsp;&nbsp; mediterraneo, abitato da figure mitologiche e da archetipi che pagano lascia affiorare come segni di una sentita, profonda identit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDopo il lungo periodo di chiusura \u2013 osserva Ferdinando Creta,&nbsp;&nbsp; direttore di Arcos \u2013 dapprima con la mostra di Franco Marrocco, e poi con questa che oggi dedichiamo ad Arturo Pagano, il Museo riprende pienamente la sua attivit\u00e0 espositiva. Lo fa con un artista che da decenni \u00e8 residente a Benevento e che ha un significativo riconoscimento sul piano nazionale. L\u2019esposizione propone un nucleo&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; opere,&nbsp;&nbsp; rimaste&nbsp;&nbsp; per&nbsp;&nbsp; oltre&nbsp;&nbsp; quattro&nbsp;&nbsp; decenni&nbsp;&nbsp; inedite&nbsp;&nbsp; e&nbsp;&nbsp; che&nbsp;&nbsp; oggi,&nbsp;&nbsp; sulle&nbsp;&nbsp; pareti&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; ARCOS, ripropongono un dibattito vivo negli anni di passaggio e di \u2018riflusso\u2019 ideologico: \u00e8 paradossale, ma del suo passato artistico, si erano salvate, dalle acque esondate del Calore nel 2015 che distrussero completamente il suo studio, solo queste prime opere, i dipinti, le carte, i cartoni, che avevano segnato il suo approccio alla pittura. Con la mostra dedicata ad Arturo Pagano, uno degli interpreti pi\u00f9 interessanti dell\u2019arte degli anni Ottanta e Novanta, il nostro museo riafferma il suo interesse a ricostruire le pagine delle vicende artistiche contemporanee della Campania\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono certo, conoscendo Arturo da poco meno di quarant\u2019anni \u2013 scrive&nbsp; Massimo Bignardi nella monografia pubblicata dalla Gutenberg Edizioni \u2013, che restaurare le prime opere della sua intensa carriera artistica, fu il segnale per ripartire, lasciandosi alle spalle le acque esondate del Calore, che attraversano Benevento e che portarono via l\u2019attrezzatura fotografica finita nel fondo, le casse con all\u2019interno le opere che rientravano dalla mostra, tenuta settimane prima a Colonia e, con esse, quelle sulle quali stava lavorando. Alla decisione di ripartire dal \u2018grado zero\u2019, ha fatto seguito il lungo, accorto lavoro di restauro; un foglio dopo l\u2019altro asciugato con cura, evitando interventi ex-novo, cio\u00e8 rinunciando ad ingombrare con nuove colorazioni la delicata trama di segni che le carte o i cartoni avevano conservato. \u00c8 stato un esercizio delicato, richiamando, a volte, emozioni lasciate al tempo, disposte, per\u00f2, a dare il senso di quella durata, di cui parla Bergson, che non pu\u00f2 non sostenersi sulla coscienza. Il recupero oggettivo, in pratica il processo che formalmente mira a restituire l\u2019unit\u00e0 compositiva dell\u2019opera, diviene motivo per ripensare alla pittura figurativa, il che non \u00e8 stato l\u2019abbandono di quel dettato astratto e neo-costruttivo, che ha segnato e segna i lavori di questi ultimi cinque anni. \u00c8 stato mettere in atto un processo, guidato dalla coscienza, che gli ha permesso di ricongiungersi&nbsp;&nbsp; con&nbsp;&nbsp; la&nbsp;&nbsp; pittura, con i miti, le relazioni, le passioni, che accesero&nbsp;&nbsp; la stagione, a cavallo di due decenni, nella quale, ondivago, si muoveva tra Napoli, Roma e Milano. Nei suoi dipinti, nei disegni le affiora un &nbsp;&nbsp;paesaggio arcaico, che l\u2019artista&nbsp;&nbsp; intrecciava&nbsp;&nbsp; con l\u2019animata vita della sua terra, dei miti che, dalla scogliera sulla quale si affaccia la sua citt\u00e0 natale, Torre del Greco, sale fin sulla bocca del Vesuvio, dalla quale lo sguardo domina l\u2019intero golfo di Partenope. Figure di una terra &nbsp;&nbsp;ancestrale, che Pagano avverte quale sua profonda identit\u00e0 esistenziale, come archetipo, avrebbe detto Jung, al quale si radica l\u2019intera sua&nbsp;&nbsp; esperienza creativa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 13 maggio alle ore 11,00, nella Sezione Arte Contemporanea del Museo Arcos di Benevento, apre al pubblico la mostra di Artuto Pagano: Opere 1977-1985. 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