{"id":2284,"date":"2021-04-06T16:38:16","date_gmt":"2021-04-06T16:38:16","guid":{"rendered":"http:\/\/todaynews24campania.it\/?p=2284"},"modified":"2021-04-13T16:41:08","modified_gmt":"2021-04-13T16:41:08","slug":"a-salerno-restauratori-a-titolo-gratuito-le-precisazioni-del-presidente-della-provincia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/todaynews24campania.it\/?p=2284","title":{"rendered":"A Salerno restauratori a titolo gratuito, le precisazioni del Presidente della Provincia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta ha scatenato le reazioni indignate della categoria: \u201cSqualifica una intera categoria fatta di professionisti specializzati\u201d. La proposta, quella di Michele Strianese, presidente della Provincia di Salerno riguarda la pubblicazione dell\u2019avviso esplorativo per manifestazione di interesse al fine di acquisire la disponibilit\u00e0 di restauratori a titolo gratuito con cui realizzare uno o pi\u00f9 progetti di restauro di opere d\u2019arte di propriet\u00e0 dell\u2019Ente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, dopo le critiche, il presidente \u00e8 intervenuto nuovamente per chiarire le motivazioni della sua proposta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMi rendo conto che vanno chiariti alcuni passaggi fondamentali &#8211; dichiara Michele Strianese -, come pure va rimarcato che stiamo parlando di un semplice avviso esplorativo e non di un bando, come qualcuno erroneamente ha riportato. Mi spiace anche che una importante categoria di lavoratori del mondo della cultura, i restauratori, possa aver letto con amarezza un avviso che non prevedeva indennit\u00e0 adeguate alla professionalit\u00e0. Vorrei quindi spiegare bene il contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo lo scorso anno il Governo italiano ha ratificato in via definitiva, dopo la firma del 2013, la \u201cConvenzione di Faro\u201d che impegna i suoi partecipanti a riconoscere il patrimonio culturale come diritto e elemento fondamentale per lo sviluppo umano e la qualit\u00e0 della vita. Aderendo a questa Convenzione, i Paesi partecipanti non solo si impegnano affinch\u00e9 l\u2019eredit\u00e0 e la partecipazione al patrimonio culturale sia un diritto di tutti, ma anche a tutelare lo stesso patrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovvio quindi che sono necessari adeguati sostegni economici perch\u00e9 si possa concretizzare tutto questo, altrimenti si scivola nel regno delle chiacchiere. Purtroppo basta dare uno sguardo agli ultimi Rapporti annuali di Federculture, soprattutto a quelli precedenti la pandemia da Covid-19 che ha sconvolto la vita sociale, economica e culturale dell\u2019intero pianeta, penalizzando ovviamente tutto il mondo della cultura e del turismo. Nel 2019 quindi il Rapporto di Federculture dedica un focus ai trend annuali del settore culturale dell&#8217;ultimo decennio per cui si scopre che il mondo della cultura ha perso circa 700 milioni di euro di risorse pubbliche, da parte di Regioni, Province, Comuni. In particolare la spesa nella cultura per le Province passa da 295 a 52 milioni nel decennio, in pratica la cultura per le Province sparisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi che le Province le conosciamo bene, sappiamo che tutto nasce dalla legge Delrio del 2014 e relative leggi di Bilancio, che ci hanno imposto tagli draconiani. La Manovra del 2014 ha tagliato 3 miliardi di finanziamenti nel triennio 2015-17, quella successiva ha sforbiciato del 50% il personale delle 76 Province italiane. In particolare le Province perdono la delega alla cultura e ai beni culturali con una incongruenza esiziale: le Province possiedono un patrimonio culturale spesso di grande rilievo, come nel nostro caso, che per\u00f2 rimane senza fondi per la gestione, manutenzione e conservazione. Una tragedia quindi, della quale per\u00f2, a quanto pare, nessuno si \u00e8 accorto, nonostante le Province abbiamo a gran voce sollevato pi\u00f9 volte la questione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il proprio patrimonio culturale le Province hanno zero risorse. Per fortuna che c\u2019\u00e8 la Regione Campania, l\u2019unica che ci \u00e8 stata vicina attraverso la SCABEC spa (Societ\u00e0 Campana Beni Culturali) con la quale abbiamo siglato un importantissimo protocollo d\u2019intesa per la gestione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. La SCABEC infatti, societ\u00e0 in house della Regione Campania, \u00e8 deputata alla valorizzazione e promozione dei beni culturali della regione e ci ha offerto soluzioni concrete alla stortura della Legge Delrio che, ripeto, toglie alle Province le deleghe e le risorse su un patrimonio culturale che di fatto rimane di nostra propriet\u00e0. Abbiamo iniziato questo percorso con la Regione solo nel 2019, ci rimane ancora moltissima strada da percorrere insieme, perch\u00e9 il nostro patrimonio \u00e8 veramente di grande spessore storico artistico ed \u00e8 esteso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A chiunque sia sensibile alla corretta valorizzazione dei nostri beni culturali, faccio un appello: chiedo di intervenire con i fatti, in maniera costruttiva con finanziamenti mirati, oppure per riformare le Province che possano di nuovo avere fondi necessari alla manutenzione e conservazione del proprio patrimonio culturale. Per tornare alla \u201cConvenzione di Faro\u201d \u2013 conclude il presidente della Provincia di Salerno &#8211; dovremmo cercare tutti insieme, in concreto, di permettere alle Province di tutelare il proprio patrimonio culturale in quanto fattore cruciale per la crescita sostenibile, lo sviluppo umano e la qualit\u00e0 della vita, perch\u00e9 il patrimonio culturale sia un diritto per tutti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La proposta ha scatenato le reazioni indignate della categoria: \u201cSqualifica una intera categoria fatta di professionisti specializzati\u201d. 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