{"id":21394,"date":"2021-11-23T13:15:57","date_gmt":"2021-11-23T12:15:57","guid":{"rendered":"http:\/\/todaynews24campania.it\/?p=21394"},"modified":"2021-11-24T07:45:29","modified_gmt":"2021-11-24T06:45:29","slug":"caserta-e-tra-le-citta-meno-digitali-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/todaynews24campania.it\/?p=21394","title":{"rendered":"Caserta \u00e8 tra le citt\u00e0 meno digitali d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019esperienza della pandemia nel 2020 ha spinto la trasformazione digitale delle citt\u00e0 italiane in modo generalizzato, ma sono le amministrazioni che gi\u00e0 negli anni passati avevano avviato radicali processi di innovazione a mostrare oggi i risultati migliori. Nel 2021 Firenze si conferma per il secondo anno consecutivo il capoluogo pi\u00f9 digitale d\u2019Italia, seguita da Milano (al secondo posto) e Bologna (al terzo), con Roma, Modena, Bergamo (a pari merito al quarto posto), Torino, Trento, Cagliari, Parma a chiudere la top ten. Sono i risultati di <strong>ICity Rank 2021<\/strong>, l\u2019indagine sulla digitalizzazione delle citt\u00e0 italiane di Fpa, societ\u00e0 del gruppo Digital360, presentata&nbsp;in occasione di Forum Pa Citt\u00e0. La ricerca valuta il posizionamento dei comuni capoluogo nell\u2019indice di trasformazione digitale, ottenuto dalla media aritmetica di 8 indici settoriali (disponibilit\u00e0 online dei servizi pubblici, disponibilit\u00e0 di app di pubblica utilit\u00e0, integrazione delle piattaforme digitali, utilizzo dei social media, rilascio degli open data, trasparenza, implementazione di reti wifi pubbliche e diffusione di tecnologie di rete), frutto della sintesi di 36 indicatori basati su 130 variabili e circa 14mila dati elementari quasi interamente frutto di rilevazioni di Fpa realizzate nell\u2019anno in corso.<\/p>\n<div>\n<p>Subito dopo le prime dieci citt\u00e0, troviamo in graduatoria una serie di comuni &#8211; Reggio Emilia, Palermo, Venezia, Pisa, Genova, Rimini, Brescia, Cremona, Prato, Bari, Bolzano e Verona &#8211; che si distinguono per il fatto di avere ottenuto buoni risultati e posizionamenti in tutti gli indici settoriali oggetto della ricerca. \u00c8 questa \u201cinnovazione di sistema\u201d l\u2019elemento che identifica le \u201ccitt\u00e0 digitali\u201d, come sottolinea <strong>Gianni Dominici<\/strong>, direttore generale di Fpa: \u201cLe prime 22 citt\u00e0 della classifica sono le \u2018citt\u00e0 digitali\u2019, quelle che utilizzano in modo diffuso, organico e continuativo le nuove tecnologie nelle attivit\u00e0 amministrative, nell&#8217;erogazione dei servizi, nella raccolta ed elaborazione dati, nell&#8217;informazione, nella comunicazione e nella partecipazione. Sono citt\u00e0 che possono diventare \u2018piattaforma\u2019, creando le condizioni per lo sviluppo economico e sociale dei loro territori grazie al digitale. Nel gruppo pi\u00f9 avanzato si trovano soprattutto grandi citt\u00e0 del Nord, ma non mancano eccezioni di piccole dimensioni, come Pisa o Cremona, e alcune citt\u00e0 del Sud, come Cagliari, Palermo o Bari, che dimostrano come un uso sapiente del digitale possa modificare le tradizionali geografie dell\u2019innovazione\u201d.<\/p>\n<p>Dopo le prime 22 citt\u00e0, troviamo una fascia intermedia in cui si colloca la maggioranza dei capoluoghi italiani, citt\u00e0 che alternano posizionamenti alti o bassi a seconda dei settori: qui troviamo Pavia (23\u00b0 posto), Siena (24\u00b0), Piacenza (25\u00b0), Napoli (26\u00b0), Lecce (27\u00b0), Vicenza (28\u00b0), Padova (29\u00b0), Ravenna (30\u00b0) e via via circa 60 citt\u00e0 \u201cin evoluzione\u201d nel percorso di trasformazione digitale, che \u00e8 plausibile possano migliorare le performance con relativa facilit\u00e0. In coda, invece, una ventina di capoluoghi in ritardo in quasi tutti gli indicatori: chiudono la classifica Caltanissetta (88\u00b0 posto), Potenza (89\u00b0), Fermo e Teramo (90\u00b0), Chieti (93\u00b0), Catanzaro (94\u00b0), Crotone e Benevento (95\u00b0), Cosenza e Rieti (97\u00b0), Trapani (99\u00b0), <strong>Caserta <\/strong>(100\u00b0), Nuoro (101\u00b0), Foggia (102\u00b0), Agrigento (103\u00b0), Avellino (104\u00b0), Carbonia (105\u00b0), Isernia (106\u00b0) e la maglia nera Enna al 107\u00b0. \u201cEntriamo nella fase di attuazione del Pnrr&nbsp;che ha definito una visione strategica del futuro fondata sulla trasformazione digitale, e in questa fase sar\u00e0 fondamentale il ruolo delle realt\u00e0 urbane &#8211; dice <strong>Andrea Rangone<\/strong>, presidente di Digital360 &#8211; Le citt\u00e0 oggi sono le porte di ingresso per la partecipazione attiva, autonoma e responsabile di cittadini e imprese, in un momento in cui serve il massimo coinvolgimento di tutti. Le realt\u00e0 pi\u00f9 innovative vanno messe in condizione di sfruttare al massimo le loro capacit\u00e0, mentre le pi\u00f9 statiche dovranno essere sostenute per riattivarne le capacit\u00e0 di innovazione\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/citynews-casertanews.stgy.ovh\/~media\/original-hi\/9400699399613\/classifica-comuni-icity-rank-2021-2.jpg\" alt=\"Classifica comuni icity rank 2021-2\" title=\"Classifica comuni icity rank 2021-2\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" class=\"lazyload\"><\/p>\n<h2><strong>Le tendenze<\/strong><\/h2>\n<p>Dopo l\u2019accelerazione digitale conseguente alla pandemia, il 2021 \u00e8 stato un anno di assestamento, ma segnato da fenomeni importanti come la diffusione dell\u2019APP IO e SPID o l\u2019attivazione dei servizi di ANPR. Questa situazione ha portato a una polarizzazione: da una parte citt\u00e0 che hanno continuato a sviluppare i processi di innovazione, dall\u2019altra citt\u00e0 che hanno rallentato. Da un lato, le \u201ccitt\u00e0 digitali\u201d, che si collocano quasi sempre nella parte elevata delle graduatorie degli 8 indici di ICity Rank e mai nella parte pi\u00f9 bassa; dall\u2019altro lato, una ventina di comuni quasi sempre nella parte pi\u00f9 bassa delle classifiche.<\/p>\n<h2><strong>Il vertice<\/strong><\/h2>\n<p>Il podio di ICity Rank 2021 conferma le stesse citt\u00e0 dell\u2019anno scorso, anche se Milano toglie a Bologna il secondo posto. A primeggiare \u00e8 Firenze, in testa con 937 punti nell\u2019indice di trasformazione digitale, potendo vantare risultati di eccellenza soprattutto nel campo degli open data, del wifi, di IOT e tecnologie di rete e delle app municipali, dove ottiene il massimo dei voti. Milano \u00e8 seconda con un punteggio di 878, evidenziando punti di forza in particolare negli open data, nei servizi online, e nell\u2019indice di \u201capertura\u201d. Bologna \u00e8 terza con 854 punti, grazie soprattutto ai risultati nei social e nell\u2019IOT e tecnologie di rete. Alle spalle, troviamo comunque un gruppo di citt\u00e0 con valori molto vicini alle prime tre: i capoluoghi metropolitani Roma Capitale e Torino affiancati da citt\u00e0 intermedie come Modena e Bergamo, sempre pi\u00f9 protagoniste di processi di innovazione a 360 gradi. Trento si conferma ottava, seguita da Cagliari al 9\u00b0 posto, prima citt\u00e0 del Mezzogiorno.<\/p>\n<h2><strong>Il Sud<\/strong><\/h2>\n<p>I capoluoghi meridionali evidenziano un ritardo nella trasformazione digitale, collocandosi con pi\u00f9 frequenza nella fascia bassa delle graduatorie. Confrontando il punteggio medio delle citt\u00e0 del Mezzogiorno con quello nazionale si vede uno scarto complessivo di circa il 25%, che supera il 40% in ambiti come gli open data e le reti di wifi pubblico. Ma qualcosa si muove anche al Sud: oltre a Cagliari al 9\u00b0 posto, troviamo Palermo al 12\u00b0, con il massimo dei voti nell\u2019ambito degli Open Data, al pari di Milano e Pisa, e in ottima posizione nelle classifiche settoriali che riguardano apertura e servizi online. E al 20\u00b0 nella classifica generale, c\u2019\u00e8 Bari, che eccelle soprattutto nell\u2019apertura e nei servizi online. Da segnalare anche il recupero di Napoli, 26\u00b0 posto, che scala 11 posizioni grazie al massimo dei voti nelle app municipali e il buon piazzamento nei social, e di Messina, che passa dall\u201989\u00b0 posto del 2020 al 62\u00b0 attuale, salendo di quasi 30 posizioni.<\/p>\n<h2><strong>Il ritardo dei piccoli comuni<\/strong><\/h2>\n<p>Tra le prime 22 citt\u00e0 del ranking, ben 10 sono citt\u00e0 metropolitane e in generale le dimensioni sembrano incidere sulle performance generali. I capoluoghi con meno di 50.000 abitanti hanno uno scarto complessivo del 25% rispetto alla media nazionale. Per i piccoli, il ritardo medio \u00e8 notevole in particolare negli open data, mentre le performance sono migliori nell\u2019utilizzo dei social e nella diffusione delle reti wifi. In alcuni ambiti si segnalano per\u00f2 alcuni risultati di eccellenza di realt\u00e0 di media dimensione, come il primo posto ottenuto da Pisa nelle piattaforme abilitanti, da Cremona nei servizi online o da Bolzano nell\u2019IoT e tecnologie di rete.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esperienza della pandemia nel 2020 ha spinto la trasformazione digitale delle citt\u00e0 italiane in modo generalizzato, ma sono le amministrazioni che gi\u00e0 negli anni passati avevano avviato radicali processi di innovazione a mostrare oggi i risultati migliori. 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