Attualità NANapoli

«Gli autistici? Non sono malati, ma persone diversamente perfette»

Il 2 aprile scorso si è celebrata la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione di Salvatore Cimmino, presidente dell’Associazione Autismo Campania Onlus.

«In questa giornata vorremmo condurre chi ci legge a una riflessione pedagogico-educativa che verte su un tema che riguarda le persone autistiche e le loro famiglie. L’intervento educativo esercita un’azione estremamente considerevole sulla vita della persona autistica e questo deve porre le fondamenta sul principio di porre al centro del proprio intervento “la persona” e la “relazione” educativa.

Antoine de Saint-Exupery, nell’episodio dell’incontro fra la volpe e il viandante stellare, utilizza il verbo “apprivoiser”, che nella edizione italiana del libro è tradotto con “addomesticare”, che la pedagogia traduce a sua volta in “I Care”, ossia prendersi cura dell’altro. Una cura educativa che l’accompagna chi si affaccia alla vita per costruirne il senso di appartenenza a una comunità. “Se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata”. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sottoterra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi (…), sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato”.

Lo scambio comunicativo fra la volpe e il piccolo principe descrive il quadro entro cui si concretizza la responsabilità dell’educare e l’importanza della relazione educativa. La volpe delinea molto bene come l’appartenenza a una comunità e l’inclusione in società, non possano poggiare sull’anonimato e sulla impersonalità, sull’etichetta sociale “è autistico”, ma piuttosto bisogna impegnarsi a costruire un intervento educativo che ponga al centro la persona, elaborando momenti condivisi con la famiglia che ha bisogno di sostegno tanto quanto la persona autistica. La costruzione di un intervento educativo è essenzialmente un negoziato di significati ed è all’interno di questo scambio che ciascuno diventa significativo per l’altro, ed è così che nascono la relazione educativa rivolta a entrambe le parti.

La relazione educativa significa prendersi cura di accompagnare i bambini e le loro famiglie a proiettarsi verso il futuro con la consapevolezza dell’esistenza di tante “unicità”. La nostra riflessione invita tutti a guardare alla persona e non allo spettro. Il nostro impegno è proprio quello di divulgare il principio che l’autismo è una neurodiversità e proprio sulla base di quest’ultimo pensiero vogliamo ricordare che non esiste l’intervento educativo perfetto per il bambino imperfetto, ma esistono approcci diversamente perfetti per bambini perfettamente diversi».

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker